Dopo il caos dello scorso anno, l'ultimo giorno di scuola il Da Vinci lo fa in Dad. Gli studenti: "Siamo delusi", presentata un'interrogazione in Consiglio provinciale
Oggi niente scuola in presenza per gli studenti del liceo Da Vinci. La decisione della dirigente ha fatto scoppiare una bufera, gli studenti si dicono delusi mentre il consigliere provinciale Paolo Zanella ha presentato un'interrogazione

TRENTO. Non si placano le polemiche sulla decisione della dirigente del liceo Da Vinci di Trento di fare l'ultima giornata dell'anno scolastico in Dad.
Una scelta che la preside ha comunicato ufficialmente nella giornata di ieri e deriva anche dagli eccessi che lo scorso anno avevano proprio riguardato la scuola e la festa di fine anno con petardi, alcol e via Madruzzo bloccata. Uno studio medico era stato costretto a chiudere e una donna in gravidanza si era trovata in difficoltà. Non ci sono state persone ferite o vetrine infrante ma la situazione aveva creato alcuni problemi (QUI L'ARTICOLO)
Ecco allora che se per le altre scuole l'ultimo giorno è all'insegna dei festeggiamenti, la dirigente del Da Vinci, Tiziana Rossi, quest'anno ha deciso che gli studenti staranno a casa in didattica a distanza.
“Noi studenti siamo profondamente delusi da questa scelta. Dopo gli anni difficili e limitanti della pandemia, dove siamo stati privati della socialità e dell'ambiente scolastico vissuto in prima persona, riteniamo che questa decisione sia alquanto assurda e disturbante” spiegano alcuni studenti rappresentanti.
L'ultimo giorno di scuola, continuano “rappresenta per noi studenti di quinta un momento per rivivere e commemorare questo percorso importante insieme ai nostri amici e professori nella scuola che ci ha accompagnati per diversi anni. Desideriamo trascorrere questa giornata con loro, nella scuola che ci ha visto crescere e formare”. Si sono poi detti “disponibili e comprensivi” nel mantenere il senso civico e l'ordine, chiedendo poi alla dirigente di “riconsiderare la sua scelta”.
E la questione è arrivata anche in consiglio provinciale con una interrogazione da parte del consigliere Paolo Zanella.
“E' risaputo ormai – spiega nel documento - quanto sia stato difficile per gli e le studenti di scuola di ogni ordine e grado il lungo periodo di lezioni in dad. La totale mancanza di socializzazione tra studenti, la difficoltà di seguire le lezioni, i disagi per il corpo docente di non poter avere un rapporto quotidiano diretto con i ragazzi/e e bambini/e ha creato molte problematiche anche di tipo sociale e psicologico”.
Il consigliere di Futura ricorda che per le situazioni avvenute lo scorso anno “era già stata stabilita dalla dirigente un'uscita da scuola in tre diverse fasce orarie. Non si capiscono – conclude Zanella - quindi le ragioni di questa decisione dell'ultimo minuto”.














